Caldaie a Condensazione
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La
continua crescita del costo dei combustibili ha portato l'industria a
creare prodotti sempre più efficienti e meno inquinanti.
Sono così nate le caldaie "a condensazione". Questo nome deriva dal
fatto che nella caldaia c'è un particolare scambiatore che cattura il
calore dei fumi di scarico (che altrimenti andrebbe perso insieme con i
fumi), fino a far condensare i gas di scarico per poter catturare quel
calore (calore latente) che è intrappolato nel vapore acqueo.
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IL RISANAMENTO ENERGETICO IN 3 PASSI |
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| 1 - Ridurre le dispersioni | Recuperando parte del calore che altrimenti verrebbe disperso con i fumi. |
| 2 - Migliorare l'efficienza | Facendo funzionare una caldaia a condensazione ad un valore più basso di temperature, se ne aumenta il rendimento. Utilizzare quindi caloriferi o ventilconvettori ben dimensionati. Oppure optare per il riscaldamento a pavimento (funziona a temperature molto basse) magari abbinato a pannelli solari. |
| 3 - Ottimizzare la gestione |
Utilizzare temperature non troppo diverse da quelle esterne (il minor salto termico giova anche alla salute, oltre a ridurre le dispersioni) e climatizzare solo gli ambienti nei quali si soggiorna. Una soluzione grossolana ma efficace: zona giorno e zona notte. Utilizzare termostati o valvole termostatiche. |
Descrizione delle
caldaie a condensazione
L'utilizzo di caldaie a condensazione garantisce il miglior risparmio
energetico attualmente realizzabile (nel caso di fonte convenzionale:
gas metano o GPL).
Le caldaie a condensazione di solito si avvalgono di bruciatori
speciali a microfiamma che danno una maggiore efficienza e minori
emissioni inquinanti.
Per favorire una combustione pressoché perfetta, le quantità di gas e
di aria sono immesse sempre in maniera proporziale tramite una
ventilatore e una valvola particolare.
Un'ottimizzazione del rendimento delle caldaie a condensazione viene
dall'utilizzo di una sonda di temperatura esterna che rilevando le
condizioni esterne, diminuisce od aumenta proporzionalmente la
temperatura di mandata. Questo comporta anche minori dispersioni e
minori moti convettivi (che trasportano aria calda verso il soffitto).

Una caldaia a condensazione.
Spesso delle caldaie a
condensazione si sente parlare con un timore, pensando al costo più
elevato rispetto alle normali caldaie, ma senza pensare ai vantaggi
della condensazione. Non solo minor inquinamento ma soprattutto un
risparmio energetico notevole, che può arrivare anche al 30% annuo.
Ma come funzionano le caldaie a condensazione? Ciò che una caldaia a
condensazione fa in più rispetto ad una normale, é recuperare il calore
dei fumi di combustione. Il raffreddamento di questi fumi, che genera
condensa, origina il nome per questo genere di caldaia. Nella
caldaia a condensazione, i prodotti della combustione, prima di essere
espulsi all'esterno, sono costretti ad attraversare uno speciale
scambiatore all'interno del quale il vapore acqueo condensa, cedendo
parte del calore latente di condensazione all'acqua del circuito.
La caldaia a condensazione, a parità di energia fornita, consuma meno
combustibile rispetto ad una di tipo tradizionale.
Di solito i fumi di una caldaia tradizionale vengono espulsi a
temperature intorno ai 110°C. La temperatura dei fumi espulsi da una
caldaia a condensazione, invece, parte da circa 40° e non supera i
55°C: è evidente come il recupero di calore utile sia notevole. E'
questo calore recuperato che diminuisce il fabbisogno di combustibile
che la caldaia deve spendere per riscaldare l'acqua dell'impianto.
Da qui si capisce come mai, con le formule normali per il calcolo del
rendimento delle caldaie, i rendimenti di quelle a condensazione
risultano superiori al 100% (può stupire il rendimento citato superiore
al 100%).
È stato stimato che l'investimento relativo all'installazione di una
caldaia a condensazione possa essere recuperato nel giro di 7 anni.
Calcolando la detrazione fiscale del 55% il rientro dell'investimento
si ha in soli 3 anni (fatta salva la necessità di lavori addizionali
per l'adeguamento di un impianto preesistente). E' quindi evidente come
il passare dal riscaldamento tradizionale a quello a condensazione sia
estremamente vantaggioso.
Le caldaie a condensazione sono attualmente quelle con la tecnologia
più avanzata.
Per ottimizzare il rendimento di un impianto basato su caldaia a
condensazione, occorre prevedere ampie ed efficienti superfici
radianti, in modo da poter mantenere bassa la temperatura dell'acqua
(fluido termovettore). Le temperature ideali di progetto per
l’impianto, mandata e ritorno, sono pari a 40/30°C. Nel caso invece di
un impianto ad alte temperature con termosifoni tradizionali, la
temperatura di progetto sarà più elevata, orientativamente pari a
75/60°C. In queste condizioni i fumi non potrebbero cedere calore al
fluido stesso. È per questo motivo che il maggiore vantaggio in termini
di risparmio è riscontrabile sugli impianti a pannelli radianti, dove
le temperature di lavoro dell’impianto sono basse, mediamente comprese
tra i 40/30°C.
Un caldaia a condensazione, in genere, è un concentrato di alta
tecnologia: oltre allo scambiatore costruito con materiali speciali in
grado di resistere all’aggressione chimica della condensa, con sezioni
ottimizzate e superfici di scambio molto estese per recuperare la
maggiore quantità di calore, esistono anche altri accorgimenti
tecnologici che concorrono a migliorarne l'efficacia. Tra i più utili
il controllo elettronico della combustione e l'impiego di un bruciatore
tecnologicamente avanzato (costruito con particolari materiali,
premiscelato, modulabile e con una accurata progettazione delle
geometrie costruttive della camera di combustione). Questi dispositivi
ottimizzando la combustione, consentono di abbattere il livello degli
inquinanti emessi.
I condensati prodotti dalla combustione, vengono prevalentemente
scaricati in fogna. La norme vigenti prevedono il rispetto della legge
in materia di scarichi (legato al loro grado di acidità e alla
neutralizzazione mediante miscelazione con gli scarichi domestici o con
un neutralizzatore sull’impianto).
I condensati prodotti da un apparecchio a condensazione hanno un forte
grado di acidità. Scelta obbligata quindi, per progettisti e
installatori, l'impiego di materiali in grado di resistere alla
corrosione dei condensati.(materiali plastici come PVC, HPE e ABS, in
grado di resistere alla corrosione per tutta la vita dell’impianto).
La sostituzione della vecchia caldaia con una a condensazione
Vediamo ora le differenze tra impianto nuovo e impianto esistente, dove
si voglia sostituire la vecchia caldaia con una a condensazione.
Per gli impianti realizzati nelle nuove costruzioni, specie se già
progettati per installare generatori a condensazione, si otterranno
risultati ottimali. Questi impianti, avranno dei costi supplementari
rispetto ai tradizionali, che però verranno ammortizzati durante
l’utilizzo.
Negli impianti esistenti, è necessario valutare la fattibilità
dell’operazione. Dovranno inoltre essere adottati alcuni accorgimenti
per garantire il migliore rendimento dell’impianto e assicurare il
risparmio all’utilizzatore.
I sistemi fumari asserviti agli apparecchi a condensazione e affini
sono sistemi ad umido. Pertanto devono possedere caratteristiche idonee.
I condotti fumari possono operare in pressione o in depressione. Nella
maggior parte dei casi, i condotti fumari delle caldaie a condensazione
funzionano in pressione e ad umido.
Per adeguare l’impianto, si dovrà verificare, la compatibilità del
camino a ricevere i condensati dei prodotti della combustione. Spesso i
camini/canne fumarie esistenti non sono compatibili per il
funzionamento ad umido. L'intubamento del sistema, nella maggior parte
dei casi, può essere la soluzione più sicura e meno dispendiosa per
l’adeguamento.
Quando la sostituzione avviene in unità abitativa indipendente, come
una villetta, non vi saranno particolari difficoltà nell’intubamento
dello scarico dei fumi. Cosa che non avviene quando si deve sostituire
il generatore nell’appartamento di un edificio multipiano. Le soluzioni
esistono, ma potrebbero richiedere un maggiore impegno tecnico ed
economico. Spesso negli edifici multipiano con vecchi impianti, sono
installate caldaie a camera aperta collegate a canne collettive
ramificate. Occorrerà valutare attentamente quale soluzione adottare:
per esempio, la realizzazione di una nuova canna fumaria esterna
all’edificio, oppure lo scarico a parete (quando consentito).
In un impianto esistente, si dovrà predisporre il sistema di scarico
delle condense e verificare la compatibilità dei materiali degli
scarichi domestici per ricevere i condensati. Se il materiale con cui
sono stati realizzati non risultasse idoneo, si potrà sopperire
installando un neutralizzatore di condense prima dell’ingresso nel
sistema di scarico domestico. Attenzione anche ai condotti fognari, che
generalmente sono comunque adeguati a ricevere i condensati.
Si dovrà prevedere anche a un controllo della temperatura ambiente più
evoluto rispetto al tradizionale termostato ambiente on/off. Si
dovranno installare una sonda esterna e un cronotermostato ambiente,
programmabile su due livelli di temperatura e sulle diverse esigenze
giornaliere/settimanali. Questi dispositivi consentono di ottimizzare
l'efficienza dell’impianto.
La pulizia dell’impianto da incrostazioni, depositi calcarei o fanghi
che si possono formare in anni di funzionamento, è indispensabile per
mantenere invariate le prestazioni della caldaia.
Installare un generatore a condensazione in un impianto esistente,
implica dei costi per il suo adeguamento. Ma con una corretta analisi
delle operazioni di adeguamento, piccoli accorgimenti e una corretta
taratura, si avranno comunque dei benefici molto prossimi a quello di
un impianto nato per la condensazione e comunque maggiori rispetto a un
impianto tradizionale.
Altra alternativa valida è altrimenti l'impiego di sistemi a
Pompa di Calore.
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