Climatizzazione in riscaldamento con LA POMPA DI CALORE
Cosa è la "pompa di calore"?
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(e scopri altri modi per risparmiare energia!)
-La pompa di calore è un apparecchio in grado di prelevare calore da un
ambiente freddo e trasferirlo ad un altro più caldo.
-La pompa di calore può funzionare sia elettricamente (sistema a compressione) sia con calore prelevato dai combustibili fossili o da altre fonti termiche quali il sole (sistema ad assorbimento).
In pratica l’apparecchio funziona come un comune frigorifero. La pompa di calore attualmente più diffusa nel mondo è quella a compressione, azionata elettricamente.
Per coloro che non hanno dimestichezza con la fisica, l’intero processo può essere riassunto in tal modo. L’apparecchio è in grado di prelevare calore anche dall’aria fredda dell’ambiente esterno e cedere questo calore all’ambiente che si vuole riscaldare. Tale è il processo attuato dalla pompa di calore in inverno. Durante l’estate gli apparecchi a pompa di calore "reversibile" (una semplice valvola a quattro vie permette questa funzione) sono in grado di "prelevare" calore dall’ambiente interno (in tal modo raffreddandolo) e "cederlo" all’aria calda dell’ambiente esterno.
Il motivo per cui, in fase di riscaldamento, la pompa di calore si presenta come un sistema che permette di risparmiare energia primaria (metano, olio combustibile), divenendo così anche economicamente conveniente per l’utente finale, è da ricercarsi nel fatto che il sistema è in grado di cedere all’ambiente da riscaldare il calore (del tutto gratuito) assorbito dall’ambiente esterno freddo, maggiorato della parte corrispondente al lavoro meccanico del compressore trasformato in calore (cioè del consumo reale di energia, il solo che effettivamente viene pagato). Esempio: Riscaldo con 3500 W ma pago solo per 1000 W (perchè 1000 W sono quelli assorbiti dalla macchina, e 2500 sono quelli assorbiti dall'ambiente esterno e "pompati" all'interno, ma comunque già esistenti). Il rapporto di cui sopra varia in base a diversi fattori, dei quali i più importanti sono: temperatura esterna, temperatura del gas nell'unità interna (più bassa se la velocità della ventola è più alta e scambia quindi più calore, ), temperatura interna.
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IL RISANAMENTO ENERGETICO IN 3 PASSI |
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| 1 - Ridurre le dispersioni |
Una istallazione ben fatta è sinonimo di risparmio. Oltre all'utilizzo della pompa di calore è consigliabile anche intervenire sulla coibentazione. Non ostacolare il flusso d'aria. |
| 2 - Migliorare l'efficienza |
Attraverso una migliore progettazione e realizzazione. Evitare (quando possibile): unità esterne con poca circolazione d'aria ed esposte al sole battente (per l'estate) ed unità interne posizionate troppo vicine al soffitto (una distanza di almeno un metro sarebbe consigliabile). Preferire unità ad inverter (rendimento più elevato soprattutto in riscaldamento e se montate troppo vicine al soffitto). Pulire regolarmente i filtri, la facile circolazione d'aria aumenta lo scambio termico ed abbassa il consumo. Coibentare bene le varie tubazioni, ridurre al minimo le zone scoperte e verificarne periodicamente lo stato. Scegliete macchine con elevata efficienza energetica. |
| 3 - Ottimizzare la gestione |
Attraverso l'impiego intelligente delle risorse. Attivare solo i dispositivi nell'ambiente ove si soggiorna (modularità), utilizzare la filosofia "zona giorno e zona notte". Tenere chiuse le finestre (d'estate, oltre al caldo, entra anche umidità che deve essere condensata ed espulsa). Se d'estate, tenete abbassate le tapparelle delle finestre esposte al sole. Evitare comunque di mantenere una grossa differenza di temperatura tra interno ed esterno. |
La pompa di calore costituisce un sistema che permette di "risparmiare energia" e di essere così economicamente conveniente per l’utente ,soprattutto perché il calore "gratuito" prelevato dall’ambiente è, non sempre ma in gran parte dei casi), quantitativamente superiore a quello ceduto dal compressore, ed effettivamente "pagato" dall’utente.
Il sistema a pompa di calore può essere "reversibile", cambiando
cioè
la sua funzione (da riscaldatore a raffrescatore).
Si realizza così la possibilità di "climatizzare" un ambiente per un
intero anno (condizionamento estivo e riscaldamento invernale) con un
unico sistema.
La pompa di calore (come è peraltro riconosciuto dalle specifiche leggi sul risparmio energetico (L.308/82,L. 9/91,L.10/91 e relativi regolamenti di attuazione) è un sistema che può realizzare un reale uso razionale dell’energia poiché:
- Permette un risparmio di energia, inducendo di conseguenza anche una riduzione dell’impatto ambientale imputabile all’impiego di combustibili fossili;
- E' un sistema più flessibile rispetto all’impiego di "due" differenti apparecchi per riscaldare e raffrescare un ambiente;
- La pompa di calore azionata elettricamente (sistema a compressione) oltre ad essere molto sicura ed altamente affidabile, non inquina l’ambiente anche per l’assenza di emissioni nocive in atmosfera nel luogo di installazione.
Nella
scelta della pompa di calore ci si trova di fronte a diverse scelte da
operare, tra le quali:
Classe
energetica: indica il rendimento energetico dell'apparecchio. Una
classe bassa, ad esempio la G costerà di più nell'uso ma avrà un costo
minore di acquisto. Ovvio che per la propria residenza conviene optare
per un sistema a rendimento più alto, in quanto la differenza di
consumo ripagherà del costo superiore in poco tempo. Diverso il
discorso per la "casa delle vacanze, che se poco utilizzata avrebbe un
ammortamento in un tempo più lungo. Generalmente poi, apparecchi di
qualità (e costo) superiore hanno altri vantaggi, quali ad esempio la
ridotta rumorosità (sia interna che esterna). Un modello a bassa
efficienza può costarvi molte decine di euro in più all'anno di maggior
consumo energetico.
Gas refrigerante impiegato: Per motivi ecologici legati al refrigerante
impiegato, si sta passando dallo R407 allo R410. Il 407 è una miscela
di refrigeranti che è in grado di funzionare su macchine di vecchia
generazione che impiegavano un refrigeranti ora fuori norma. Lo R410 e
lo R410 A, necessitano di macchine progettate appositamente (pressioni
operative maggiori) e spesso (ma non necessariamente) hanno anche una
classe energetica superiore. La differenza è tutta qui.
Sistemi ad inverter: indicano la presenza di un compressore
particolare associato ad un elettronica di controllo più sofisticata.
Il vantaggio nel comfort è che la temperatura viene modulata in
modo continuo a seconda della differenza tra la temperatura impostata e
quella dell'ambiente, e non con modalità acceso/spento (assenza di
sbalzi nella temperatura di uscita). Altro vantaggio è nella assenza di
spunto elettrico (il picco di assorbimento all'avvio), vista
l'avviamento progressivo. Anche l'efficienza elettrica, soprattutto
quella a caldo, è superiore, portando ad un sensibile risparmio
soprattutto nell'utilizzo a caldo.
Nota: nella scelta, è da tenere presente che le attuali norme, che
definiscono la classe energetica per questi sistemi, impongono che
questa sia calcolata con l'apparecchio in funzione alla massima
potenza. Ma nella pratica la pompa di calore ad inverter, funziona
sempre ad un regime ridotto dove l'efficienza aumenta anche di molto,
portando il sistema a livelli molto più alti di efficienza di quelli
che lascerebbe supporre la sola etichetta energetica.
Esistono poi altre
particolarità, tra quelle più comuni:
- Sistema monosplit o multisplit (a grandi linee un solo "compressore" per più posti interni). Il vantaggio è nel minor numero di unità esterne installabili. Occorre considerare però che il rendimento cala se si usa solo una parte della macchina.
- Sistema ad espansione diretta (il classico, dove il gas refrigerante viene fatto circolare direttamente all'interno dell'unità interna)
- Sistema ad acqua (detto anche motocondensante o, impropriamente, "chiller") dove, analogamente a quanto avviene con una caldaia tradizionale, viene riscaldata dell'acqua che poi circola per tutto l'ambiente interno cedendo calore tramite fancoil o ventilconvettori, termoarredo, termosifoni, serpentine a pavimento, etc.)
- Sistema a
ventilconvettori
singoli o canalizzato (dove un solo ventilconvettore
manda aria in più ambienti tramite appositi
condotti d'aria)
La scelta va fatta caso per caso, considerando, oltre ai fattori oggettivi, anche le proprie preferenze individuali.
Nei sistemi ad espansione gassosa, è importante, per il funzionamento a caldo, che l'unità non sia montata troppo vicino al soffitto, in quanto la presenza di aria molto più calda in alto (stratificazione) obbliga la macchina a lavorare con una differenza di temperatura ("salto termico") superiore tra elemento esterno (detto impropriamente "condensatore") ed elemento interno (detto impropriamente "evaporatore"), e questo, oltre a sollecitarla di più, ne abbassa di conseguenza anche il rendimento (nelle macchine ad espansione gassosa il rendimento può calare di circa il 10-20% anche quando si tiene la velocità della ventola interna al minimo).

Come si presenta il tipo di pompa di
calore
più diffuso, il monosplit
a parete.
Nel corso degli ultimi
anni si è assistito nei paesi dell’Europa centrale e settentrionale
alla diffusione dei sistemi per solo riscaldamento a pompa di calore in
sostituzione delle tradizionali caldaie a bruciatore. I dati di mercato
degli ultimi anni, mostrano come l’incremento delle vendite di pompe di
calore di piccola potenza sia più rapido nei paesi del centro-nord
Europa rispetto all’incremento che si è registrato in Italia
nello stesso periodo di riferimento.
Per citare qualche esempio, nel 2005 il 72 per cento delle nuove
costruzioni realizzate in Svizzera sono state dotate di sistemi di
riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria esclusivamente a
pompa di calore.
In Finlandia la diffusione di pompe di calore nel 2005 è cresciuta del
76 per cento, in Francia del 46 per cento, in Germania del 30 per
cento, in Svizzera l’incremento è stato del 23 per cento, in Italia
solo del 7 per cento.
Questo è un dato paradossale, in quanto i paesi nel settentrione
d'Europa sono più svantaggiati rispetto a quelli meridionali,
considerando che le temperature invernali più basse abbassano il
rendimento finale dei sistemi a pompa di calore.
Questi dati, unitamente alle notizie fornite dall'andamento del
mercato, mostrano che è in atto un processo di sostituzione delle
caldaie tradizionali con le pompe di calore.
Questa tendenza sarà certamente seguita anche dall'Italia,
considerando, oltre al clima più favorevole della nostra penisola
rispetto al resto d’Europa, anche le nuove disposizioni di legge che
prevedono agevolazioni fiscali per l’acquisto di una pompa
di calore.
Tra le altre complicazioni è da segnalare che:
- Prima dell'inizio dei lavori, va depositato in Comune il progetto
delle opere e una relazione tecnica
- L'installazione della pompa di calore deve essere effettuata da
personale qualificato (ai sensi della legge 46/90)
- A fine lavori l'installatore dovrà rilasciare un certificato di
regolare esecuzione (che andrà conservato).
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PARAGONE TECNICO-ECONOMICO TRA IMPIANTI CLIMATIZZAZIONE A POMPA DI CALORE E A COMBUSTIBILE
Nota:
i calcoli sono fatti con tariffe non aggiornate, risalenti al 2006, e servono solo come
indicazione di massima. Sono comunque
replicabili e possono essere attualizzati a seconda del prezzo che si
paga per la
propria fornitura. Solo attualizzandoli è possibile stabilire con
esattezza la convenienza effettiva con buona precisione. Nel calcolo occorre tenere conto delle varie componenti del
prezzo e delle numerose variabili.
I calcoli che seguono, per semplicità di confronto, sono equiparati per una quantità di calore richiesta pari a 8.342 calorie (9.700 W o 9,7Kw)
1. SISTEMA ELETTRICO A POMPA DI CALORE: (a tariffa non agevolata, oltre i 3 kw)
Climatizzatore Classe Energetica "A" con efficienza ("COP") = 3,6 riferite a temperatura interna = 20° , temperatura esterna = 6° , alla velocità massima (con velocità minima il rendimento diminuisce).
A temperature più basse l'efficienza della pompa di calore diminuisce, a temperature più alte aumenta.
Ad esempio, considerando le Temperature MEDIE in una città come Roma, il bilancio medio è ancora migliore: Gen=7,6 - Feb=8,7 - Mar=11,4 - Apr=14,7 - Mag=18,5 - Giu=22,9 - Lug=25,7 - Ago=25,3 - Set= 22,4 - Ott=17,4 - Nov=12,6 - Dic=8,9
Calcoli equiparati per una quantità di calore richiesta pari a 8.342 calorie (9.700 W o 9,7Kw)
Potenza resa: 9.7 Kw = 8342 Kcal/h
Potenza assorbita: 2,69 kw/h (cioé 9.7 Kw / 3,6 COP = 2,69)
Costo kw/h: 0,15 € (escluse quote fisse, IVA, ecc. Tariffa contratto 6Kw. )
Costo di 1 ora in funzione: 2,69 x 0,15 = 0,404 € (8,342 Kcal/h rese)
Da cui: costo di 1 ora in funzione = 0,404 € + IVA 10% = 0,44 €
2. SISTEMA METANO: (a tariffa mediata. Caldaie ultima generazione)
Potenza resa: 9.7 Kw = 8342 Kcal/h (Caldaia 7.5 - 25 Kcal/h, rendimento 88 %)
Potenza assorbita metano: 9,480 Kcal (8342 / 0,88) = circa 1,1 mc (il potere calorifico del metano al metro cubo, varia normalmente tra 8.200 e 9.200 Kcal, la media è di circa 8.700 Kcal)
Potenza assorbita: Elettrica: 0,3 Kw (€/Kwh 0,15. Consumo di circuiti e della pompa elettrica per circolazione acqua calda)
Metano: 1,1 mc/h (€/mc 0,5)
Costo di 1 ora in funzione:
Elettricità= 0,3 x 0,15 = 0,045 € + IVA 10% = 0.0495 €
Metano = 1,1mc x 0.5 €/mc= 0,55 € + IVA 20% = 0,66
Totale = 0,0495 + 0,66 = 0,71 €.
Da
cui: costo totale di 1 ora in funzione = 0,71
€
3. SISTEMA METANO: (a tariffa mediata. Caldaia a condensazione)
Potenza resa: 9.7Kw = 8342 Kcal/h (Caldaia 7.5 - 25 Kcal/h, rendimento 102 %)
Potenza assorbita metano: 0,82 Kcal (8342 / 1,02) = circa 0,95 mc (il potere calorifico del metano al metro cubo, varia normalmente tra 8.200 e 9.200 Kcal, la media è di circa 8.700 Kcal)
Potenza assorbita: Elettrica: 0,3 Kw (€/Kwh 0,15. Consumo di circuiti e della pompa elettrica per circolazione acqua calda)
Metano: 1,0 mc/h (€/mc 0,5)
Costo di 1 ora in funzione:
Elettricità= 0,3 x 0,15 = 0,045 € + IVA 10% = 0.0495 €
Metano = 1,0 x 0.5 = 0,475 € + IVA 20% = 0,57 €
Totale = 0,0495 + 0,57 = 0,62 €
Da cui: costo totale di 1 ora in funzione = 0,62 €
6. SISTEMA ELETTRICO SEMPLICE TIPO VENTILCONVETTORE O RADIANTE: (a tariffa non agevolata, oltre i 3 kw)
E'
la tipologia della classica stufetta elettrica, dove l'energia
eletttrica viene in pratica "bruciata", e non usata per "pompare"
il calore. Viene qui riportata con valori distorti solo
come riferimento. Per usi moderati (esempio riscaldamento bagno, uso
saltuario in piccoli ambienti, o impiego di emergenza), va bene. Per
altri impieghi diventa costosa.
Considerare che un uso come sistema primario richiederebbe contratti di
fornitura elettrica con potenza impegnata molto alta, quindi spesso
improponibili per gli usi comuni.
Potenza resa: 9.7 Kw = 8342 Kcal/h (il rendimento viene qui considerato al 100%, dato molto vicino alla realtà)
Potenza assorbita: 9,7 kw/h
Costo kw/h: 0,15 € (escluse quote fisse, IVA, ecc. Tariffa contratto 6Kw. )
Costo di 1 ora in funzione: 9,7 x 0,15 = 1,455 € (8,342 Kcal/h rese)
Da cui: costo di 1 ora in funzione = 1,455 € + IVA 10% = € 1,60Riassunto dei costi (con caldaie bene a punto, temperatura esterna di 6°C, temperatura interna di 20°C, per ogni ora di funzionamento (9,7 Kw termici / 8.342 Kcal resi) :
Pompa di Calore: € 0,44
Caldaia a condensazione: € 0,62
Caldaia standard: € 0,71
Caldaia a GPL da serbatoio: € 1,60
Stufa a pellets: € 0,57
Stufa elettrica: €1,60
Con
questi dati emerge quindi che il riscaldamento con la pompa di calore
quindi costa il 27% in meno della caldaia a condensazione e il 38 %
in meno di una caldaia standard ad alto rendimento e il 72% in meno
(cioé meno di 1/3) di una caldaia alimentata a GPL da serbatoio, ed il 23 % in meno rispetto ad una stufa a pellets.
In una abitazione grande o in una media isolata (coibentata) male un esempio per il costo annuale del riscaldamento potrebbe essere:
Pompa
di calore: 930 € (*), Caldaia a condensazione 1310 €, Caldaia standard 1500 €.
In realtà il rendimento delle caldaie, anche a causa della manutenzione non ottimale o della usura, spesso non è ai livelli teorici qui considerati.
(*) La
possibilità che si ha con la pompa di calore di riscaldare i soli
locali o le zone dove si soggiorna (es. zona giorno e zona notte) , può
aumentare ulteriormente il risparmio, anche del 30%. Il rendimento
varia anche in base alla temperatura esterna (la quantità di calore
disponibile all'esterno), per temperature medie invernali di 10° invece
che di 6° (10°C è la temperatura media invernale
della zona di Roma), ad esempio, il rendimento aumenta di un
ulteriore 15% circa rispetto ad una caldaia. Le temperature diurne sono
inoltre superiori a quelle della notte (dove la sola pompa di calore in
funzione può essere quella dell'ambiente notte, o nessuna), e questo
innalza ulteriormente la resa del sistema.
Anche con l'utilizzo della pompa di calore regolata per una bassa
temperatura di uscita (ad esempio nelle motocondensanti ad acqua
impiegate nel riscaldamento a pavimento) il rendimento aumenta
sensibilmnte.
Ovviamente con temperature esterne molto al di sotto di quelle
considerate il rendimento della pompa di calore cala e la convenienza
diminuisce. In zone molto fredde occorre ricorrere a pompe di calore
particolari che scambiano il calore con il suolo o con fonti d'acqua
nei dintorni (più costose e complesse nella realizzazione). Sotto le
temperature minime di progetto (-10 / -20°C) la pompa di calore in pratica cessa
di funzionare.
Nel costo non è stato considerato quello della manutenzione obbligatoria (e necessaria), presente nelle caldaie a combustibile e assente nella pompa di calore.
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Ulteriori considerazioni di paragone tra i due sistemi |
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Climatizzazione elettrica a pompa di calore |
Riscaldamento con caldaia a gas metano |
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Impiego modulare e multizona (solo dove serve) Nessun inquinamento ambientale Zero spese di manutenzione e controllo Circuito Frigorifero sigillato Pericolosità nulla Climatizzazione estiva/invernale Deumidificazione ambiente ottimale (50%) Bassi costi di gestione Nessun sistema di scarico fumi Filtrazione dell'aria nel locale climatizzato |
Impiego totale (ulteriore spreco) Inquinamento ambientale da fumi Manutenzione periodica e libretto obbligatori Possibili perdite tubazioni acqua Possibilità. fughe gas Solo riscaldamento Deumidificazione inesistente Costi di gestione superiori Necessario sistema di scarico (canna fumaria) Filtrazione inesistente. |
INOLTRE:
Impiego modulare e multizona: Significa che si può utilizzare il sistema solo nelle zone dove è richiesto (es. soggiorno durante il giorno, camera da letto di notte) e impostare con precisione la temperatura, con ulteriore grosso risparmio.
Il
fornitore di energia elettrica può, se richiesto, allacciare un
contatore dedicato alle
pompe di calore (3Kw), a tariffa abitativa,
quindi agevolata, senza dover alzare il contratto a 4,5 o 6Kw,
consigliabili per impianti di una certa potenza. Ci risulta però che cercare di ottenere questo
beneficio è impresa ardua. Comunque, come già detto, per consumi
elettrici superiori alla norma, il contratto a 4,5 o 6 Kw/h risulta in
definitiva più conveniente.
La pompa elettrica della caldaia a metano consuma comunque energia elettrica, cosa che non viene mai considerata quando si valutano i costi del riscaldamento.
Il raggiungimento della temperatura richiesta, per esempio rientrando a casa è immediato. Nelle caldaie occorre sprecare una certa quantità di combustibile per portare l'acqua a temperatura.
DIMENSIONAMENTO DELL'IMPIANTO
Per dimensionare un impianto di climatizzazione esistono diversi metodi. Ovvio che un metodo complesso che prenda in considerazione tutte le variabili è il migliore e alla lunga porta anche ad un considerevole risparmio.
Esistono anche vari metodi empirici. Qui a seguire semplici indicazioni per il dimensionamento di un impianto.
Il metodo è semplice: per ogni metro cubo da climatizzare occorrono 30 kcalorie/ora in riscaldamento, e 25 kcalorie/ora in raffreddamento. Ad esempio, per una stanza di dimensioni 4x5 metri ed alta 3, la capacità necessaria è di (4x5x3)x30 = (60metri cubi) x 30 = 1800 kcal/h, ovvero circa 7000 BTU in riscaldamento, e 1500 kcal/h (6000 BTU) in raffreddamento.
Oppure: indicativamente calcolare una potenza di 6.000-8.000 Btu/h per ambienti tra i 15 e i 20 mq di superficie, di 9.000-10.000 Btu/h per quelli tra i 20 e i 30 mq, e di 11.000-14.000 Btu/h per locali tra i 30 e i 40 mq.
Si può effettuare una correzione per attualizzare il calcolo in base alle caratteristiche di finestre e pareti.
Dati indicativi per condizionamento.
Carichi totali in W termici da considerare (per le conversioni vedere a fondo pagina).
Finestre esposte al sole x mq:
N-E 192
E 256
S-E 238
S 238
S-O 384
S 477
N-O 256
Altre superfici:
Finestre non esposte al sole 44
Pareti pesanti esposte al sole 16
Pareti pesanti non esposte al sole 9
Pareti esposte al sole 26
Pareti non esposte al sole 12
Pareti leggere esposte al sole 35
Pareti leggere non esposte al sole 14
Soffitto 9
Pavimento 9
Luci e apparecchi elettrici: La potenza dissipata (circa quella assorbita)
Persone presenti 116 a persona.
Volume ambiente 5
Tabelle di conversione:
Ci si imbatte spesso in termini che rendono complicata la comprensione delle caratteristiche dei vari sistemi.
Per comodità riportiamo qui alcune tra le definizioni più comuni.
1 frigoria/h è uguale a 4 Btu/h e 1 Kcaloria equivale a 4Btu/h.
Rispetto alla potenza elettrica in watt (W), si considera che 1 W/h corrisponde a 3,4 Btu/h.
La caloria (cal.), è un'unità di misura di calore. 1 caloria è equivalente a 4,18 J, 1 KCaloria = 4185 Joule
1Kw = 860 Kcal/h.
Il Joule (J) è l'unità base dell'energia adottata dal s.m.i.
Il Watt (W) è l'unità di misura della potenza, pari ad un Joule al secondo (J/s);
Il chilowattora (kWh) misura energia o lavoro (non potenza), è pari a 1000 Watt * 3600 secondi ,ovvero a 3,6 milioni di Joule, ossia 3,6 MJ.
La BTU (British Thermal Unit) è un'altra unità di misura del calore, come la caloria; un kWh equivale a 3413 BTU.
Calcolo aumento temperatura: 1 Kilocaloria è il calore richiesto per innalzare la tempertura di 1 Kg di acqua di 1 grado.
Calore richiesto: Peso x Calore Specifico x Salto Termico.
Peso
Specifico Aria = 1,2 Kg mc (20°C e a livello del mare o S.L.)
Calore
specifico Acqua =1 , Aria = 0.241 , Cemento 0.16 , ferro 0.11.)
Esempio: volendo riscaldare 25 litri (corrispondenti a 25Kg) di
acqua da 10°C a 50°C = 40°C salto termico x 25 Kg = 1000 Kcal. =
0,86 Kw = 3.970 BTU
Tabellina riassuntiva:
| kilowatt | kW | 1 kW = 859,84 kcal/h = 3'412,14 btu/h |
| kilocaloria all'ora | kcal/h | 1 kcal/h = 0,0012 kW = 3,97 btu/h |
| british termal unit |
BTU | 1 btu = 0,00029 kW = 0,25 kcal/h |
| joule | J |
1 J = 1N·m = 0,00024 kcal = 0,00095 BTU |
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